ATTIVITA'
 
ADDESTRAMENTO

E’ questa sicuramente la parte più avvincente ed appassionante del nostro lavoro, la più importante e naturalmente la più difficile. Dire “addestrare cavalli” può voler indicare molti modi di lavorare e può implicare mille modi diversi di procedere.
 
Il cavallo è un animale che è stato studiato e addestrato per secoli attraverso la “Doma classica” da grandi maestri come Le Guèrinière, Steimbrecht, Hotte i quali cercavano di ottenere che il cavallo, fedele alleato in battaglia, fosse un animale di estrema serenità e che avesse ciecamente fiducia del cavaliere. Queste solide basi sono poi servite ai più moderni maestri come Decarpentry e Oliveira, per elaborare metodi per la  ricerca di concetti come la leggerezza, la decontrazione e l’equilibrio fisico del cavallo, in modo che questo sia specchio di un simmetrico equilibrio psicologico. Questa grande cultura, divenuta una vera e propria arte, è tramandata e sopravvive oggi nelle Scuole Accademiche di equitazione classica dove si ricerca un addestramento che deve essere produttivo ed efficiente, ma che non risulti compromettente né fisicamente né mentalmente per l’animale. Questo evita il rischio di risultati artificiosi di andature e movimenti, cosa che distingue nettamente l’equitazione accademica dal dressage agonistico, dove l’esasperazione “del gesto” risulta spesso meccanica e costrittiva, ma la distingue anche da prestazioni “circensi” del cavallo “marionetta”, che nascondono dietro ad una grande spettacolarità grandi carenze tecniche e malessere psico-fisico dell’animale. Anche dal punto di vista scientifico e biomeccanico è stato recentemente studiato e riconosciuto che la doma classica è il metodo che meglio risponde al tipo di ginnastica e di movimento fisico che il cavallo necessita per mantenere il suo equilibrio. Il medico veterinario G. Heuschmann, referente della divisione Allevamento della Federazione Equestre tedesca e veterinario di squadra per la sezione attacchi del comitato olimpico, ha recentemente dato voce a tutto ciò rendendo noti i suoi studi, nel libro “Il dito nella piaga”, che ha sicuramente avuto un grosso impatto e ha dato motivo di riflessione su quella che è l’equitazione moderna.
 
 
Infine lo scopo che più ci interessa è riuscire a rendere il cavallo idoneo al suo cavaliere; questo tipo di lavoro può richiedere dapprima una vera e propria riabilitazione del cavallo a lavorare in un modo sconosciuto che inizialmente cambia i suoi equilibri, ma che poi dà scioltezza e riattiva la muscolatura atrofizzata da lavori precedentemente errati; poi bisogna dedicarsi al cavaliere: al suo modo di porsi verso il cavallo, al suo assetto, ai suoi difetti di postura e di approccio. Infine si riuscirà a mettere insieme un binomio che darà grande soddisfazione a tutti, ma soprattutto al cavallo che trovato un equilibro con il suo proprietario troverà anche un maggior benessere.
 
Tutti i cavalli sono adatti a svolgere questo tipo di equitazione. Quello che però, per esperienza e passione, si è verificato, è che i cavalli iberici, andalusi e lusitani, sono indubbiamente i più idonei, grazie alla loro sorprendente sensibilità e per il loro equilibrio psichico innato derivato da secoli di selezione, atta a preservare le loro caratteristiche per ottenere cavalli ideali proprio all'equitazione accademica-classica. Il fascino di questi cavalli, il PRE e PSL, è quello che ha spinto il nostro maneggio a specializzarsi in modo particolare su di essi, anche perchè molto spesso i proprietari di tali cavalli finiscono nelle mani di inesperti o di persone non specializzate con conseguenze anche spiacevoli, con la speranza di dare professionalità, esperienza e conoscenza, a chi cercasse un punto di riferimento serio in tale ambito.
 
   
Home